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villaggio coldiretti bari
Ambiente | 02 maggio 2023

Xylella, il dramma per 21mila piante

La maxi-fattoria del Villaggio Coldiretti a Bari si è chiusa con oltre 600mila presenze. Dal 29 aprile al primo maggio il lungomare Imperatore Augusto ha ospitato oltre 250 stand in rappresentanza di allevatori e agricoltori italiani ai quali è stata data l'opportunità di raccontare la propria realtà. A inaugurare la manifestazione i ministri per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, e per l'istruzione e il merito, Giuseppe Valditara. Migliaia anche i bambini che hanno partecipato alla Festa dell'educazione alimentare, promossa dalle donne della Coldiretti, con il Villaggio trasformato in una maxifattoria. Tra i principali temi affrontati vi è il contrasto alla diffusione della xylella, proprio a 10 anni dalla rilevazione del primo caso di infezione.


villagio coldiretti bari


In 10 anni la Xylella ha contagiato oltre 21 milioni di piante. Oltre 8mila chilometri quadrati di territorio infettati dal batterio, vale a dire circa il 40% della Regione. I danni provocati dal disseccamento rapido delle piante si riflettono non solo sulla disponibilità di olio “made in Italy”, ma anche sull'ambiente e sul turismo con interi uliveti trasformati in distese spettrali. Venendo ai numeri: nella provincia di Lecce si è registrato un crollo del 75% della produzione di olio di oliva. Nel Tarantino invece la flessione è stata parei al 15%. In provincia di Brindisi la raccolta, anche a causa degli eventi atmosferici estremi, ha subito una riduzione del 25%. “Se l'espansione della zona infetta non venisse arrestata, l'impatto economico per l'Italia - afferma la Coldiretti - potrebbe crescere fino a 5,2 miliardi di euro”.


xylella puglia


“10 anni sono tanti e la xylella è avanzata clamorosamente- ha dichiarato Nicola Di Noia, responsabile olio di Coldiretti- Ora l'ulteriore avanzata potrebbe mettere in pericolo la parte più produttiva dell'olivicoltura pugliese e italiana il nord Barese. Dobbiamo assolutamente contenere il batterio contenendo l'insetto vettore che diffonde la malattia da alberi malati a alberi sani. Dobbiamo eliminare le piante infette per contenere la malattia. Possiamo utilizzare la tecnologia, stiamo cercando di capire se droni e fotografie aeree possono consentirci di monitorare tempestivamente le piante malate e le zone intaccate. Stiamo utilizzando i cani molecolari per fare in modo che, come avviene per l'antidroga e gli esplosivi, possano identificare le piante malate da quelle sane per utilizzarli nei vivai ad esempio”.


xylella puglia
 

“Sarà importante riuscire a individuare altre soluzioni - spiega Donato Boscia, referente del CNR - sia per il controllo del vettore che, a lungo termine, identificare e sviluppare nuove varietà di olive resistenti alla xylella. Cui sono due varietà leccina e favolosa, ma non possono essere solo quelle la soluzione in termini di biodiversità che di proprietà organolettiche, presto servirà un numero significativo di varietà diverse".

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